Perché è prezioso supportare il sistema delle residenze in Italia?

C.Re.S.Co. il coordinamento delle realtà della scena contemporanea monitora il processo delle Residenze fin dalla sua nascita, e lo fa da un osservatorio privilegiato, poiché è composto da oltre 200 realtà eterogenee provenienti da tutta Italia. Alcune di esse sono Centri di Residenza o curatori dei progetti Artisti nei territori, alcune sono Centri di produzione che sono stati coinvolti nei processi virtuosi delle residenze, altre sono imprese di produzione che talvolta si sono fatte coproduttrici di progetti sviluppatisi in residenza, altre sono compagnie o singoli artisti che sono stati ospitati in residenza, altri sono Festival che ne hanno accolto e curato la ricerca o il debutto.


E’ legittimo dire che oggi non c’è elemento del Sistema, non c’è funzione della filiera dello spettacolo dal vivo che non sia stata chiamata in causa dalle Residenze; qualche volta – non spesso quanto vorremmo – con la fortuna di sedersi a un tavolo come interlocutori trasversali.
Supportare il Sistema delle Residenze in Italia oggi sarebbe prezioso anche solo per questo: per la tenacia, la caparbietà, il desiderio e la capacità di coinvolgimento delle residenze, definite durante l’incontro nazionale di Gorizia antifragili perché flessibili, che con la loro esistenza continuano a pungolare e a interrogare un Sistema intero.

Il Sistema delle Residenze è un universo multiforme: per la natura dei suoi titolari, per la collocazione in territori diversissimi tra loro che generano modalità di gestione necessariamente differenti. È la dimostrazione che senza intaccare il valore delle specificità è possibile raggiungere obiettivi condivisi e creare una narrazione organica, di sistema appunto.


Dal 2014 questa ricchezza generativa, declinata fino a quel momento sui singoli territori su iniziativa regionale, ha trovato applicazione nell’Accordo di Programma Stato Regioni, un po’ come dire che le residenze sono state elette a patrimonio nazionale non nonostante le loro specificità territoriali, ma proprio in funzione di esse, fino a rappresentare uno strumento possibile di riequilibrio territoriale, permettendo la mobilità degli artisti in ogni angolo di questo Paese, e, di conseguenza, permettendo alle comunità che abitano quegli angoli un confronto con gli artisti e con il loro percorso di ricerca.

Le residenze in Italia sono sancite dall’Intesa Stato Regioni: questo vuol dire che c’è letteralmente un confronto concreto dei territori e dei loro rappresentanti intorno a un progetto artistico culturale, di innovazione dei linguaggi e a, ben guardare, di innovazione sociale.

Cosa potrebbe generare un confronto operativo di Stato e Regioni sull’intero Sistema dello spettacolo dal vivo, dove le Regioni siano chiamate a testimoniare le esigenze e il lavoro svolto sui territori e lo Stato sia chiamato a fare di questa mappatura uno strumento di ri-definizione degli obiettivi e, di conseguenza, delle funzioni dei soggetti percettori di finanziamento pubblico e per questo investiti di una funzione pubblica? Le Residenze sono lì a ricordarci che questo è possibile. Anche questa ci sembra una buona ragione per supportarle.

E infine gli artisti, che troppo spesso arrivano alla fine dei discorsi, pur essendone il motore.

Le Residenze sono per loro case accoglienti, luoghi protetti, opportunità di ricerca e di crescita dove loro – gli artisti – si fanno comunità temporanea in dialogo con la comunità permanente, quella dei cittadini, che incontrano nelle modalità più diverse (magari confronti tematici, magari workshop, magari prove aperte, magari presentazioni di studi … magari camminando per il paese o la città, entrando dal fruttivendolo o in merceria).

Tempo e Sostenibilità: insieme alla cura sono i doni principali che le Residenze offrono agli artisti.
Il tempo della ricerca e la sostenibilità del lavoro, qualificando come lavoro il tempo della ricerca artistica – quella da cui ci si aspettano nuove parole, nuovi pensieri, nuove azioni in grado di rivivificare il Sistema dello spettacolo dal vivo e restituircelo più forte.

E se parliamo di cura, di tempo, di sostenibilità non siamo forse meno lontani dalla libertà creativa e quindi da una maggiore qualità artistica del teatro italiano?

Allora perché è prezioso supportare il sistema delle Residenze in Italia?

Per le comunità, per gli artisti, per i terrori, e per il Sistema teatrale italiano, che – come le Residenze ci aiutano a ricordare – sono indissolubilmente collegati tra loro.