Nota sulle dimissioni dei commissari


Alla vigilia della pubblicazione delle Ammissioni ministeriali per l’Ambito teatro, tre commissari (su sette) consegnano le proprie dimissioni al Ministero della Cultura per “aver constatato l’impossibilità di costruire, all’interno della Commissione, un percorso condiviso ed equilibrato nella valutazione degli organismi teatrali richiedenti”. Preoccupa pensare che a questa impossibilità possa corrispondere l’inadeguatezza dei criteri di valutazione adottati finora. 

Tre su sette sono molti, ma restano minoranza, una minoranza dialogica e fondamentale, per cui pare non esserci più posto in questo Paese, mentre oggi più che mai occorre un clima di collaborazione che consenta al sistema di dotarsi di una commissione composita e con tutta la rappresentanza necessaria, soprattutto degli enti territoriali, regionali e locali. 

Questa notizia, giunta pressoché all’indomani della pubblicazione delle ammissioni dell’Ambito Danza e dei relativi verbali, lasciano le imprese che hanno già investito per metà dell’anno a chiedersi con paura (sì, è questa la parola giusta) con quali criteri sia stato esaminato il loro progetto … visto che in questa bagarre la qualità artistica – che dovrebbe essere unico oggetto delle valutazioni della Commissione – non sembra entrare in nessun modo. 

Di buono c’è che se il teatro è terreno di scontro Politico, vuol dire che esso custodisce ancora un ruolo prezioso nella società. Di pessimo c’è tutto il resto.
   
C.Re.S.Co. non si è mai sottratto, nonostante le difficoltà riscontrate nelle interlocuzioni politiche, alla responsabilità di lavorare congiuntamente per un sistema dello spettacolo dal vivo equo ed etico, capace di cogliere tutta la ricchezza che gli organismi teatrali esprimono a tutte le latitudini, credendo fortemente che una riforma sia possibile — e necessaria — ma solo attraverso un processo trasparente, partecipato e rispettoso del lavoro, della competenza e della storia di tutte le realtà coinvolte.

Arriveranno a giorni le ammissioni degli altri ambiti, visti i presupposti potremmo aspettarci un possibile crollo del Sistema. Saremo felicissimi di poter dire che ci eravamo sbagliati.