Non c’è altra parte in cui stare

“…proprio perché ti amo così tanto, non c’era nulla di più pericoloso per te e per gli altri bambini che vivere in un mondo che accetta il genocidio”. 

Scrive così Thiago Avila a sua figlia mentre con Saif Abukeshek si trova prigioniero dell’esercito Israeliano che ha assalito illegalmente una delle imbarcazioni italiane della Global Sumud Flotilla sulla quale navigavano.

Sumud è una parola araba che significa fermezza, perseveranza, resilienza, resistenza, una parola che da anni, non da oggi, il popolo palestinese onora a costo della propria vita. Sumud sono la madre e il padre. Sumud sono le bambine e i bambini. Sumud sono gli artisti e i contadini. Sumud è la volontà incrollabile di non arrendersi, di non lasciare la propria terra, di non permettere che il diritto venga annientato della legge del più forte. 

Questo è il senso profondo della Global Sumud Flotila salpata nuovamente per cercare di superare il blocco navale imposto da Israele intorno alla striscia di Gaza e far arrivare aiuti ai civili palestinesi. Donne e uomini disarmati provenienti da ogni continente.

Gli attivisti e le attiviste della GSF hanno dimostrato, sui propri corpi, che Israele può sequestrare impunemente persone disarmate in acque internazionali, come accaduto il 30 aprile a largo di Creta, torturarle nel silenzio delle forze politiche europee e internazionali. Un atto di pirateria commesso in diretta sotto lo sguardo silente del mondo. 

Come racconta Dario Salvetti, referente del Collettivo di fabbrica della ex GKN a bordo di una delle imbarcazioni, “quello che dovrebbe farci riflettere è che il blocco illegale attorno a Gaza oggi è stato ufficialmente spostato fino a Creta. E da lì, chissà fin dove ancora. Il punto è già oggi il contrario: loro possono sequestrare le barche in mare e torturarci, perché già ci dominano a terra.”

Perché questo dominio di morte cessi il prima possibile, C.Re.S.Co. partecipa alla Flotilla di terra e chiede la liberazione immediata di Saif Abukeshek e Thiago Avila e la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi. 

C.Re.S.Co. chiede al Governo italiano e all’Unione Europea provvedimenti immediati e risolutivi, in primis la cancellazione di ogni accordo economico con lo Stato genocida di Israele. 

Che gli sguardi del mondo possano contribuire a fare da scudo alla Global Sumud Flotilla, che ogni piazza, ogni teatro, ogni luogo possa farsi presidio di resistenza, in mare come in terra.  

A questo link è possibile seguire e accompagnare il viaggio della Flotilla


E quale relazione esiste tra finanza, cultura e responsabilità?

Il Tavolo Etico di C.Re.S.Co., insieme a Liv.in.g. e con il patrocinio di Fondazione Finanza Etica, promuove un questionario anonimo rivolto al mondo dello spettacolo dal vivo per riflettere sull’impatto delle nostre scelte finanziarie quotidiane.

Un gesto semplice per aprire una discussione concreta su pace, economia e coerenza tra valori e pratiche culturali.

Il questionario richiede pochi minuti ed è aperto a persone, compagnie, festival, spazi e organizzazioni del settore.