Europa e cultura, per una nuova politica del lavoro

Il 18 giugno 2026, il Parlamento Europeo, Consiglio dell’Unione Europea e Commissione europea hanno firmato la Dichiarazione congiunta “Europe for Culture – Culture for Europe”, assumendo un impegno politico comune per collocare la cultura al centro del progetto europeo. È la prima volta che le tre istituzioni europee sottoscrivono una Dichiarazione congiunta specificamente dedicata ad arte e cultura.

A sottolineare la portata di questo passaggio è EAIPA – European Association of Independent Performing Arts, rete europea che rappresenta associazioni, compagnie, teatri, strutture e professionistə delle arti performative indipendenti. Nel proprio comunicato, EAIPA accoglie la Dichiarazione come un passo storico: la cultura viene riconosciuta come bene pubblico, capace di generare valore sociale, democratico, identitario ed economico. Il documento europeo individua 12 principi guida, tra cui libertà di espressione artistica, diversità culturale e linguistica, accesso alla cultura, sostenibilità ambientale, uso etico dell’intelligenza artificiale, partecipazione giovanile e integrazione della cultura nelle politiche interne ed esterne dell’Unione.

Per C.Re.S.Co. è particolarmente rilevante il riferimento alle condizioni di lavoro eque, giuste, sane e sicure per artiste, artisti e professionistə della cultura. È un punto che attraversa molte delle istanze portate avanti dalla nostra rete: dignità del lavoro culturale, welfare, protezione sociale, sostenibilità dei processi creativi, riconoscimento delle professionalità e responsabilità delle istituzioni pubbliche nel sostenere lo spettacolo dal vivo contemporaneo.

La posizione di EAIPA richiama con forza la necessità che l’impegno politico si traduca in risorse adeguate e strumenti concreti. In particolare, segnala preoccupazione rispetto alle trattative sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea: secondo quanto riportato dall’associazione, la proposta del Consiglio per il programma AgoraEU sarebbe pari a 7,295 miliardi di euro, circa il 33% in meno rispetto alla proposta del Parlamento europeo di 10,72 miliardi.

Questo è il nodo politico. Servono investimenti, programmi accessibili, condizioni di lavoro sostenibili, dialogo stabile con chi opera nei territori e nei processi artistici, strumenti capaci di sostenere non solo la produzione, ma anche ricerca, cura, mobilità, formazione, internazionalizzazione e continuità del lavoro culturale.

C.Re.S.Co. continuerà a contribuire a questo percorso, rafforzando il dialogo con le reti europee, ascoltando il corpo associativo e portando avanti una visione della cultura come bene comune, lavoro vivo e spazio essenziale di democrazia.

Questa Dichiarazione apre uno spazio politico. Abitiamolo insieme.

Approfondimenti:
– [EN] Dichiarazione congiunta: “Europa per la cultura, cultura per l’Europa”
– [EN] Comunicazione della Commissione: “Una Bussola per la cultura in Europa”
– [EN] Comunicato stampa: Consiglio dell’UE – Le istituzioni europee si impegnano a porre la cultura al centro delle politiche dell’UE