In vista delle prossime elezioni per il Consiglio Direttivo e la Presidenza di C.Re.S.Co., desideriamo offrire la massima trasparenza e un’opportunità di approfondimento che riteniamo fondamentale per un confronto consapevole.

A tal fine, abbiamo predisposto in questa sezione le biografie dei candidati, corredate da dati, esperienze, curricula e altri materiali utili. L’obiettivo è che tutte le socie e i soci possano conoscere meglio i profili in campo e valutare con consapevolezza le candidature.

Davide D’Antonio

MOTIVAZIONE CANDIDATURA
Con profonda convinzione presento la mia candidatura alla Presidenza di C.Re.S.Co., assumendo l’impegno di rafforzare la nostra rete e valorizzare le competenze di tutti i soci. Credo nella forza della collaborazione e nel dialogo costante come strumenti fondamentali per generare crescita condivisa e duratura.
Il mio obiettivo è dare continuità ai progetti avviati, aprendo al tempo stesso nuove opportunità di sviluppo. Desidero che C.Re.S.Co. diventi un punto di riferimento stabile e riconosciuto a livello nazionale, capace di affrontare con coraggio le difficoltà di questo periodo complesso, in cui si ridefiniscono non solo le regole ma anche le modalità stesse di agire.
Intendo lavorare affinché C.Re.S.Co. diventi sempre più forte e sostenibile, consolidando le attività di ricerca fondi e il rafforzamento delle competenze interne. Allo stesso tempo, considero prioritario promuovere una partecipazione attiva e consapevole di ciascun membro, garantendo la massima trasparenza nei processi decisionali. Un altro pilastro del mio impegno sarà il rafforzamento dei legami con istituzioni, imprese e comunità locali, attraverso la costruzione di alleanze strategiche capaci di generare valore per tutti.
In questi sei anni di esperienza nel direttivo penso ho maturato la capacità di ascoltare, rispettare le differenze e costruire sintesi inclusive, per rappresentare al meglio la pluralità dei nostri soci. Sento oggi la responsabilità e il desiderio di poter contribuire ancora allo sviluppo di questo progetto entusiasmante. Posso farlo, per ragioni statutarie, solo nella veste di Presidente, e con questa candidatura intendo mettere tutta la mia energia, la mia passione e la mia esperienza al servizio di C.Re.S.Co. 


BIOGRAFIA
Da oltre vent’anni impegnato nella direzione artistica, nella progettazione culturale e nel lobbying per il riconoscimento delle arti performative indipendenti, Davide D’Antonio ha sviluppato una visione integrata della cultura come leva di coesione sociale e innovazione. Direttore artistico di Idra Teatro e del Wonderland Festival – sostenuto dal Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Comune di Brescia – ha curato la crescita del festival introducendo politiche pionieristiche di gender equality e climate justice.
Fondatore e vicepresidente di EAIPA, la rete europea delle performing arts associations, e membro del board di IETM e C.Re.S.Co, D’Antonio è tra le figure più attive nella definizione delle politiche culturali europee e nella difesa del ruolo dell’impresa artistica indipendente. In questa prospettiva ha guidato processi di lobbying e advocacy a livello nazionale e UE, elaborando documenti programmatici e strategie di networking internazionale. Ha inoltre scritto e coordinato progetti vincitori nei programmi Creative Europe, Erasmus+ e Perform Europe, consolidando un know-how strategico nella progettazione europea e nel fundraising culturale.
Formatore e consulente per enti pubblici e fondazioni, collabora su temi di internazionalizzazione, diversità e inclusione con università e istituzioni. La sua leadership, orientata alla costruzione di reti collaborative e modelli partecipativi, si fonda su un approccio etico e trasparente, capace di coniugare direzione artistica, visione politica e capacità gestionale. Conosce in profondità il sistema italiano del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo e le principali dinamiche istituzionali europee, operando come figura di riferimento nel dialogo tra cultura e politiche pubbliche.

Napoleone Zavatto

MOTIVAZIONE CANDIDATURA
Nel provare a mettere nero su bianco le ragioni della proposta di Presidenza di C.Re.S.Co. ripercorro un percorso iniziato nel 2014. Un cammino fatto di incontri, perdite, scoperte, sacrifici, bus, treni, spettacoli, letture, sorrisi, studio e paure – in questo testo la parola ‘paura’ tornerà molte volte. Un percorso in cui non mi sono mai sentito solo: C.Re.S.Co. è stato e sarà sempre un luogo collettivo di scambio, di senso, di possibilità, di responsabilità.

Strumenti.
Ciò che oggi sono lo devo alle persone che ho incontrato lungo questo cammino. A questa “geografia emotiva” del sistema dello spettacolo dal vivo, che grazie a C.Re.S.Co. ho potuto attraversare da Verbania a Catania, da Firenze a Napoli, da Melpignano a Cagliari, passando per quei volti, quelle mani, quelle paure, quelle domande e necessità collettive. Lo strumento che posso mettere a disposizione è continuare a curare queste relazioni: la capacità di incidere e cooperare con la politica italiana, nei corpi intermedi di questo paese e riuscire a interporre le nostre posizioni a livello europeo. In continuità con gli ultimi anni di C.Re.S.Co. e con la preziosa crescita dei promotori e delle promotrici del coordinamento. Allargando ad altri movimenti di rappresentanza e civili, perché non è solo il nostro settore, in questo momento storico, ad aver bisogno di un alzare il livello qualitativo dello scontro.

Funzioni.
Parto dalle domande: cos’è, oggi, C.Re.S.Co.? Cosa possiamo fare l’uno per l’altro? Cosa possiamo fare di più per cambiare davvero il sistema in cui lavoriamo? Come sarà C.Re.S.Co. da qui ad un anno? E poi altri cinque? Viviamo un tempo nero e abbiamo l’obbligo di alzare la voce nel chiedere regole certe e rispetto per il settore.  Scrivo queste parole in giorni in cui tanti colleghi vedono il loro futuro sospeso, mentre il sistema culturale sembra perdere ancora una volta le sue basi etiche e politiche. In questo contesto, posso solo immaginare di raccogliere e portare avanti il lavoro prezioso di Francesca D’Ippolito, con una visione che tenga aperto C.Re.S.Co., mai autoreferenziale, sempre inclusivo, sempre pronto al confronto. Preparato. La leadership armoniosa e solida di Francesca ha dato a tutti noi la consapevolezza di essere un tassello fondamentale in questo sistema. In questa prospettiva ritengo che i primi passi necessari per il futuro del nostro coordinamento siano quelli di un allargamento di governance e il rafforzamento della partecipazione delle promotrici e dei promotori alla vita del coordinamento.

Visioni.
C.Re.S.Co. si avvicina alla sua maggiore età. Ci aspetta una fase nuova, probabilmente attraversata da conflitti e trasformazioni profonde interne ed esterne al coordinamento. Vi chiedo, al di là delle scelte della composizione del nuovo consiglio direttivo, di riconoscerci come un corpo unico in unico movimento. Di trovare insieme la postura per continuare ad affrontare questa tempesta.

A questa candidatura arrivo forte della visione collettiva che C.Re.S.Co. ha costruito in questi anni, penso a Francesca e Laura nei loro ruoli di guida, a Hilenia, Stefania, Chiara, Antonella, Davide, Turi, Elena, Giuseppe, Carlotta, Luca, Tommaso, Cesare… compagni di un viaggio del direttivo. A chi c’è stato, a chi c’è, a chi verrà. A tutte e tutti sono grato perché undici anni fa, in quel di Ancona, non avrei mai pensato di poter dare un personale contributo alla crescita di un movimento collettivo e di ricevere tanto in cambio. Perché sono parte di ciò che oggi mi permette di affrontare anche le paure condivise con altri 250 volti che si riconoscono in questo coordinamento. A questa candidatura arrivo con la consapevolezza che questa visione oggi va difesa all’interno del sistema dello spettacolo dal vivo che ci somiglia sempre meno: trasformiamo le nostre paure nel nostro principale strumento di crescita collettiva.
Questo per me è C.Re.S.Co. ed è il Coordinamento che sarei onorato di presiedere con responsabilità, ascolto e visione. Insieme.

 

BIOGRAFIA
Project Manager con oltre dieci anni di esperienza nella progettazione e gestione di eventi e progetti culturali. Specializzato nella costruzione di reti tra enti pubblici e privati, nella facilitazione di processi partecipativi e nel coordinamento di progetti multidisciplinari a impatto sociale e territoriale.
Formazione in arti performative a Roma e laurea magistrale al DAMS di Torino. Collaborazioni con Fondazione Campania dei Festival e Mutamenti/Teatro Civico 14.
Dal 2018 membro del direttivo di C.Re.S.Co. – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea Italiana. Dal 2024 responsabile di attività di formazione rivolte alle nuove generazioni.
Approccio basato su visione strategica, passione e un approccio collaborativo, guidato da una costante attenzione alla relazione e al contesto.

VELIA BASSO

MOTIVAZIONE
Sono Velia Basso, operatrice dello spettacolo dal vivo, mi occupo di produzione e organizzazione come freelance. La mia esperienza nel settore si estende ormai da una decina d’anni, con un impegno costante nella creazione e gestione di eventi e progetti culturali che spaziano in diverse discipline artistiche (dai Festival, alla prosa, alla danza, alla musica). Dal 2019 al 2023 ho ricoperto il ruolo di referente organizzativo della sezione internazionale del Napoli Teatro Festival (poi Campania Teatro Festival). Ho lavorato, tra gli altri, con compagnie e produzioni come Teatro Valle di Roma, PAV, Ente Teatro Cronaca, Cardellino di Silvio Orlando e il Centro di Produzione della Danza Virgilio Sieni, per cui sono stata responsabile di produzione nella stagione 2019/20 al Cango di Firenze. Attualmente collaboro con la Fondazione Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini e ho progetti in corso con la Compagnia Manovalanza e il Bus Theatre. Dal 2024 ho avviato una collaborazione con ARTEC Campania (Associazione Regionale Teatrale della Campania). In questi anni ho avuto l’opportunità di confrontarmi con le fragilità e le potenzialità del sistema culturale italiano. Da queste esperienze nasce oggi il desiderio di contribuire in maniera più diretta alla costruzione di pratiche collettive e visioni strategiche condivise. Sono iscritta a C.Re.S.Co. dal 2021 e in questi anni ho avuto l’opportunità di osservare con attenzione l’operato dell’osservatorio critico e il ruolo fondamentale che svolge come interlocutore con le istituzioni, sia a livello nazionale che locale. La partecipazione a questa rete mi ha permesso di apprezzare il lavoro di coordinamento che C.Re.S.Co. porta avanti, cercando di rappresentare al meglio le istanze di chi opera nel settore dello spettacolo dal vivo. A mio avviso C.Re.S.Co. rappresenta uno spazio necessario in cui etica del lavoro, diritti e poetiche artistiche possono dialogare in modo concreto e strutturale. La motivazione che mi spinge a candidarmi per il direttivo è il desiderio di dare un contributo ancora più attivo e partecipato alla rete, mettendo a disposizione la mia esperienza e le mie competenze per sostenere e arricchire il lavoro che già svolge. Nell’ottica di una rappresentanza equilibrata e inclusiva, penso che, in quanto membro indipendente, senza il legame diretto a una compagnia o a una specifica associazione iscritta a C.Re.S.Co., la mia possa essere una figura in grado di avere una posizione neutra, che mi consentirebbe di avere uno sguardo più ampio e di avvicinarmi alle diverse realtà, cercando di costruire un dialogo inclusivo. Ho vissuto e lavorato a lungo a Roma e a Firenze, ma negli ultimi anni la mia base operativa si è spostata a Napoli e da questa posizione potrei dare al direttivo uno sguardo e una rappresentanza sulle specificità legate al Mezzogiorno, spesso meno rappresentato a livello nazionale nei tavoli di confronto. Sono quindi convinta che la mia candidatura possa portare valore al direttivo di C.Re.S.Co., contribuendo a un dialogo più ampio e completo, che tenga conto di tutte le voci e le esigenze del settore. La passione per il lavoro e l’interesse verso un miglioramento continuo delle politiche culturali mi spingono a cercare questa opportunità non solo come atto di servizio per la rete, ma anche come un’occasione preziosa di crescita personale e professionale: un modo per confrontarmi con nuove sfide, ampliare le mie competenze, rafforzare il senso di responsabilità collettiva e contribuire attivamente alla costruzione di un sistema culturale più equo e sostenibile.

BIOGRAFIA
Napoletana, classe ’88, si occupa di produzione e organizzazione. La sua esperienza nel settore si estende ormai da una decina d’anni, con un impegno costante nella creazione e gestione di eventi e progetti culturali che spaziano in diverse discipline artistiche (dai Festival, alla prosa, alla danza, alla musica). Nel 2014 consegue la laurea magistrale con lode in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università La Sapienza di Roma. Si specializza fin da subito in organizzazione e management dello spettacolo dal vivo, con corsi di formazione e tirocini specifici presso il Teatro Valle di Roma, l’Istituto Luce Cinecittà, PAV e l’etichetta discografica MArteLabel. Dal 2019 al 2023 ricopre il ruolo di referente organizzativo della sezione internazionale del Napoli Teatro Festival (poi Campania Teatro Festival). Ha lavorato, tra gli altri, con compagnie e produzioni come Ente Teatro Cronaca, Cardellino di Silvio Orlando e il Centro di Produzione della Danza Virgilio Sieni, per cui è stata responsabile di produzione nella stagione 2019/20 al Cango di Firenze. Dal 2021 è membro attivo della Rete Progetto C.Re.S.Co. e dal 2024 collaboratrice di ARTEC Campania (Associazione Regionale Teatrale della Campania). Attualmente collabora come coordinatrice e responsabile di produzione con il Centro di Produzione di Musica Antica Pietà de’ Turchini e come direttrice di produzione con la Compagnia Manovalanza. 

SERENA BAVO

MOTIVAZIONE
Mi chiamo Serena Bavo e propongo la mia disponibilità a far parte del Direttivo di C.Re.S.Co., come professionista attiva da oltre quindici anni nell’ambito delle arti performative contemporanee. Lavoro tra progettazione culturale, accompagnamento di processi artistici e costruzione di relazioni territoriali, con uno sguardo attento alla sostenibilità, alla collaborazione e all’etica delle condizioni di lavoro. C.Re.S.Co. rappresenta per me uno spazio importante di confronto, visione e responsabilità condivisa. In un tempo in cui sentiamo l’urgenza di costruire alleanze e strumenti per abitare le trasformazioni del nostro settore, mi metto a disposizione per contribuire con le mie competenze e il mio ascolto. Porto con me un’esperienza che si muove tra pratiche artistico-culturali e processi di attivazione comunitaria, nella convinzione che la cultura possa essere anche strumento di cura e giustizia.
Nel 2010 ho fondato Tékhné APS e nel 2012 Earthink Festival. Mi occupo di progettazione culturale e sviluppo di processi artistici, con particolare attenzione al lavoro con le comunità e alla sostenibilità integrata. Collaboro con artistə, collettivi, enti pubblici e privati a livello nazionale, attraverso attività di formazione, progettazione e realizzazione di eventi culturali a impatto sociale.


BIOGRAFIA
Serena Bavo artista, formatrice e direttrice artistica di Tékhné e Earthink Festival, da oltre quindici anni esplora le connessioni tra arte, comunità e sostenibilità. Attrice di formazione teatrale e cinematografica – con esperienze accanto a maestri come Silvio Soldini, Michele Di Mauro, Gabriele Vacis e Barbara Altissimo – ha sviluppato una ricerca personale che fonde creatività e responsabilità sociale, facendo dell’arte un terreno fertile per la trasformazione collettiva. Le sue creazioni si muovono tra narrazione e partecipazione, tra luoghi naturali e margini urbani, generando esperienze che fanno del gioco e del rito collettivo strumenti di consapevolezza e partecipazione attiva.

TOMMASO BIANCO

MOTIVAZIONE
Vorrei proseguire il lavoro iniziato tre anni fa in seno all’attuale direttivo raccogliendo la sfida di essere ancora portavoce di una grande parte della scena contemporanea. è certamente una responsabilità che mi piacerebbe continuare a prendere con l’orgoglio di sapere che siamo un corpo, un cuore e una forza unica, che ci muoviamo in un contesto difficile e sotto un cielo avverso. non è sacrificio ad una cieca causa, ma il realistico desiderio di farmi interprete dei bisogni di molte e molti perché i diritti, i benefici e le conquiste di una sola persona tra noi vada a vantaggio di tutte. vorrei continuare il mio tentativo di portare una visione laterale, alternativa e utopica, a volte non così necessariamente tecnica, all’interno di un processo di lavoro articolato e complesso che vive di ciò che è politico, di quanto è poetico, che ha i piedi ben saldi sulla competenza, gli occhi rivolti in avanti al futuro e si nutre quotidianamente del lavoro di una silenziosa (speriamo sempre meno silenziosa) comunità di professionistə.


BIOGRAFIA
Tommaso Bianco (Albenga, 1986) è attore, regista e organizzatore teatrale. Dopo la maturità classica, si forma tra laboratori e pratiche sceniche con artisti come Marco Martinelli, Massimiliano Civica, Oscar De Summa, Babilonia Teatri, Maniaci d’Amore, Marcido Marcidoris e Fanny & Alexander. Amplia la propria formazione con esperienze in ambito organizzativo: nel 2024 frequenta il corso “Il bilancio sociale per le organizzazioni culturali” della Fondazione Fitzcarraldo. È socio fondatore di Kronoteatro con cui sviluppa una ricerca artistica e produttiva radicata nel territorio ligure ma aperta alla scena nazionale, curando la direzione organizzativa e la distribuzione degli spettacoli. Come attore partecipa alle trilogie Familia (2008–2012), Trittico della Resa (2015–2018) e La libertà dei ciottoli (2023–2025). Come regista firma Renart – Processo a una volpe (2021), spettacolo vincitore del Premio Città di Vimercate. Attualmente è in scena con il monologo Un po’ meno fantasma. È direttore organizzativo di Terreni Creativi festival, manifestazione vincitrice del Premio Garrone (2016) e del Premio Rete Critica (2017), Premio Ubu (2022) per cui inoltre gestisce relazioni istituzionali e logistica. Coordina le maestranze e i rapporti con le strutture ospitanti, le istituzioni locali, regionali e nazionali. Parallelamente conduce laboratori di formazione teatrale in scuole, università, istituti penitenziari e contesti sociali, collaborando con l’Università di Genova, il DAMSLab di Bologna, l’Istituto Italiano di Cultura di Lima e programmi come YEPP Italia e ANFFAS. Realizza inoltre percorsi formativi in ambito professionale e sociosanitario: con l’Ente Ligure di Formazione realizza un corso di 9 mesi per operatori dello spettacolo e con l’Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova percorsi di formazione rivolti a psicologi impegnati nel programma nazionale di risposta ai bisogni delle persone migranti sopravvissute a violenza sessuale e di genere (VSdG). Vive e lavora tra Albenga, Pistoia e dove capita.

ANDREA BURRAFATO

MOTIVAZIONE
Mi piacerebbe dare il mio contributo a una realtà che considero tra le più significative nel panorama della scena contemporanea in Italia. 


BIOGRAFIA
Direttore generale dell’Associazione Santa Briganti, organismo che opera in Sicilia dal 2007, e direttore artistico del festival multidisciplinare Scenica dal 2009, Andrea ha maturato esperienza in qualità di direttore di festival e rassegne teatrali e collaborato con compagnie di circo e di danza, con teatri e associazioni di tutta Italia. L’esperienza teatrale professionale inizia nel 2002 a “Santarcangelo dei Teatri”: fino al 2009 sarà parte dello staff organizzativo occupandosi del coordinamento degli spazi spettacolo e delle compagnie. E’ in questi anni che entra in contatto con il panorama del teatro di ricerca italiano ed europeo e matura la propria scelta lavorativa. Nel 2007 fonda a Vittoria (Ragusa) l’Associazione Santa Briganti che, ormai conosciuta in tutto il territorio Siciliano, oggi è una realtà estremamente attiva che opera nell’organizzazione e nella produzione di eventi culturali. Dal 2010 al 2019 cura la direzione artistica della rassegna di teatro contemporaneo presso il Teatro Comunale di Vittoria, riuscendo a far arrivare in Sicilia alcune tra le più interessanti realtà della scena contemporanea italiana.  Questa rassegna registra consensi e numeri mai toccati prima e diventa un piccolo caso teatrale in Sicilia. Il percorso si arresta a causa della chiusura improvvisa del Teatro Comunale per inagibilità. Nel 2009 nasce a Vittoria Scenica Festival, di cui assume sin dalla prima edizione la direzione artistica e organizzativa. Scenica travalica sin da subito i confini comunali e in pochi anni diventa un evento di portata regionale, dal 2018 è riconosciuto dal FNSV come festival multidisciplinare e nel 2026 giungerà alla sua diciottesima edizione. Andrea è spesso coinvolto, in qualità di consulente artistico-organizzativo, da realtà che operano in diversi luoghi della Sicilia per l’organizzazione di festival e rassegne. All’attività di organizzazione affianca quella di filmaker lavorando con compagnie, festival e teatri di tutta Europa, si annoverano tra gli altri: My!Laika, Cirque Pardi, Piergiorgio Milano, il Funaro, Blind Summit, Daniel Pennac, El Grito, Cristiana Morganti. Dal 2002 al 2019 Andrea Burrafato è direttore organizzativo del Wunder Show, varietà circense della provincia di Ragusa che ogni anno ha ospitato artisti di calibro internazionale.  Nel 2010 fonda assieme ad altre venti realtà siciliane Latitudini – Rete siciliana di drammaturgia contemporanea, e fa parte del consiglio direttivo fino al 2014. A dicembre 2024, l’Associazione Santa Briganti, apre il suo spazio: un piccolo teatro nel cuore della città di Vittoria dove prendono vita laboratori, workshop, residenze, spettacoli di teatro, circo, musica e danza di cui Andrea è ad oggi il direttore.

ALESSANDRO CAIAZZA

MOTIVAZIONE
Mi candido al direttivo della rete C.Re.S.Co. con il desiderio di contribuire in modo attivo e concreto alla costruzione di un sistema teatrale sempre più inclusivo, sostenibile e innovativo. In qualità di rappresentante di TeatroNovanta, una realtà attiva nella produzione, organizzazione e formazione teatrale con particolare attenzione al pubblico giovane e familiare, credo fortemente nel valore della rete come spazio di confronto, scambio e crescita condivisa. La mia esperienza mi ha insegnato quanto sia necessario oggi unire le forze per affrontare le sfide del settore, promuovendo politiche culturali lungimiranti, pratiche di sostenibilità reale e nuovi modelli di coinvolgimento dei territori e dei pubblici. Intendo portare all’interno del direttivo una visione operativa e propositiva, con l’impegno a rappresentare anche le istanze delle compagnie che, come la nostra, lavorano quotidianamente per tenere vivo il rapporto con il pubblico, in particolare nelle regioni del Centro-Sud. Desidero anche contribuire a rafforzare il ruolo del teatro ragazzi all’interno della rete, promuovendo pratiche virtuose di collaborazione, maggiore visibilità per le compagnie attive in questo ambito e un dialogo più efficace con le istituzioni, affinché si riconosca pienamente il valore di questo settore in termini culturali, pedagogici e territoriali.
Credo nel valore del lavoro collettivo e nella necessità di creare ponti tra le diverse anime del sistema teatrale italiano. Candidarmi nel direttivo di C.Re.S.Co. significa per me assumermi la responsabilità di contribuire a questa visione, con spirito di servizio, ascolto e collaborazione.

BIOGRAFIA
Imprenditore culturale e produttore teatrale, è legale rappresentante di Gruppo Le Muse Srl e fondatore di TeatroNovanta, una delle realtà più dinamiche della Campania, attiva nella produzione di spettacoli per l’infanzia, la gioventù e il pubblico serale. Con oltre dieci anni di esperienza nella direzione artistica e organizzativa, ha ideato e realizzato tournée nazionali che hanno toccato alcuni dei teatri più prestigiosi d’Italia, coniugando qualità artistica e sostenibilità gestionale.
Nel settore “Teatro Scuola”, ha sviluppato un modello produttivo e distributivo innovativo che coniuga valore educativo e impatto artistico, stringendo accordi di esclusiva con il Teatro Sistina di Roma, il Teatro Augusteo di Napoli e il Teatro Team di Bari per la programmazione delle matinée dedicate agli istituti scolastici.
Nell’ultima stagione ha raggiunto l’obiettivo di oltre 300.000 giovani spettatori e circa 300 repliche in tutta Italia, confermandosi come una delle realtà di riferimento nel panorama nazionale del teatro per le scuole e i giovani pubblici.
Parallelamente, con il marchio Star Animation, ha ideato e coordinato progetti di edutainment, campus estivi e format di intrattenimento culturale che uniscono turismo, spettacolo e formazione, creando esperienze partecipative per bambini, famiglie e giovani artisti.
Il suo lavoro si distingue per una costante attenzione all’innovazione dei linguaggi scenici, alla ricerca di nuove forme di narrazione per i giovani pubblici, e alla valorizzazione dei talenti emergenti, favorendo la crescita professionale di attori, tecnici e operatori culturali.
È inoltre attivo nella progettazione culturale a livello nazionale, con esperienze consolidate nella partecipazione e nella gestione di bandi pubblici (FUS, Regione Campania, piattaforme PAD e MePA) e nello sviluppo di reti e partenariati interregionali. Convinto del ruolo del teatro come strumento educativo e sociale, porta avanti un forte impegno verso il mondo della scuola, promuovendo matinée, percorsi laboratoriali e progetti di formazione del pubblico.
Grande sostenitore della cultura come motore di sviluppo territoriale, si occupa anche di comunicazione e marketing culturale, integrando le nuove tecnologie per ampliare il pubblico e rendere l’offerta artistica più accessibile e inclusiva.
La sua candidatura al consiglio direttivo nasce dal desiderio di mettere a disposizione della rete C.Re.S.Co. le proprie competenze artistiche, gestionali e progettuali, con una particolare attenzione alla crescita dei giovani artisti, alla diffusione del teatro contemporaneo e al rafforzamento dei legami tra il settore culturale, le istituzioni e le comunità.

CESARE D’ARCO

MOTIVAZIONE
Con il prossimo rinnovo delle cariche, confermo con convinzione la mia disponibilità a proseguire il percorso intrapreso all’interno del direttivo di C.Re.S.Co., animato dal desiderio di approfondire e sviluppare alcune traiettorie che ritengo centrali per il futuro del nostro settore.
Negli ultimi anni, all’interno della rete, ho avuto l’opportunità di contribuire a processi di confronto e di costruzione condivisa che hanno rafforzato la consapevolezza di quanto C.Re.S.Co. rappresenti oggi uno spazio politico e culturale indispensabile, in grado di connettere realtà, generazioni e territori diversi. Intendo proseguire questo impegno lavorando per consolidare una visione strategica che metta al centro il ricambio generazionale, non come tema accessorio ma come leva concreta per il rinnovamento delle pratiche, dei linguaggi e dei modelli organizzativi.
Ritengo prioritario sostenere nuove forme di partecipazione e responsabilità per le giovani realtà — artistiche e organizzative —, promuovendo politiche e strumenti che ne favoriscano la crescita, la mobilità e l’accesso alle risorse. In questo senso, credo che la promozione della drammaturgia contemporanea resti un terreno fertile e strategico per il rinnovamento della scena, non solo sul piano estetico ma anche sul piano politico e sociale.
Allo stesso tempo, reputo necessario continuare a innovare i processi produttivi e organizzativi, orientandoli verso modelli più sostenibili, equi e inclusivi, capaci di rispondere alle trasformazioni del nostro ecosistema culturale. La sfida, oggi, è quella di costruire alleanze operative tra soggetti diversi — compagnie, centri di residenza, reti territoriali, enti pubblici e privati — per restituire al teatro un ruolo attivo nella costruzione di comunità e nel dialogo con la società.
Sono convinto che solo attraverso un confronto costante, aperto e plurale, C.Re.S.Co. possa continuare a essere un punto di riferimento dinamico e propositivo per la scena contemporanea italiana, capace di incidere sulle politiche culturali e di tradurre in azioni concrete le istanze di chi ogni giorno lavora nel e per il teatro.

BIOGRAFIA
Progettista e manager per lo spettacolo dal vivo, opera da oltre dieci anni nel campo della promozione teatrale, della formazione e della progettazione culturale.
Nel 2015 fonda Theatron 2.0, riconosciuto dal Ministero della Cultura come organismo di promozione del ricambio generazionale nelle arti performative, di cui cura la direzione generale. Con Theatron sviluppa progetti volti a promuovere la cultura teatrale e a sostenere il ricambio generazionale nel settore: una testata giornalistica di approfondimento, un’agenzia di servizi per le arti sceniche, percorsi formativi e strategie di rete che favoriscono l’emersione di nuovi talenti e la connessione tra le diverse professionalità del sistema teatrale nazionale.
Dal 2021 è presidente di Risonanze Network, rete che accorpa organismi in tutta Italia impegnati nella valorizzazione delle nuove generazioni di artisti, spettatori e operatori.
Dal 2022 fa parte del consiglio direttivo di C.Re.S.Co. – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea.
Codirige Omissis – Osservatorio drammaturgico, progetto dedicato all’indagine dei fenomeni culturali e sociali legati alla drammaturgia contemporanea. Nell’ambito di Omissis coordina un Premio nazionale di drammaturgia, un programma di ricerca partecipata e una piattaforma di promozione di autori e autrici emergenti.
Negli ultimi anni ha curato la promozione e il management per compagnie e artisti di rilievo nazionale tra cui Zaches Teatro, Paolo Mazzarelli e Lisa Ferlazzo Natoli, collaborando anche con realtà produttive e centri di residenza su scala nazionale.
Parallelamente svolge attività di tutoraggio e formazione nell’ambito della progettazione e della distribuzione teatrale presso accademie, istituti scolastici e residenze artistiche.

ELENA LAMBERTI

MOTIVAZIONE
Mi candido nel direttivo dopo anni di assenza per molti motivi. Vorrei porre a servizio di C.Re.S.Co la trasversalità delle mie competenze e la fluidità del mio ruolo di freelance. Penso che sia importante avere all’interno del direttivo non solo membri di compagnie e di strutture ma anche la visione trasversale di chi ha all’attivo molteplici collaborazioni in vari ruoli e funzioni, dalla progettazione alla comunicazione. Porto in dote il mio capitale relazionale; la mia esperienza come ufficio stampa che ha fruttato a C.re.s.co io premio ubu, il premio rete critica e l’attenzione della stampa; la visione storica di c.re.s.co che ritengo fondamentale  non solo per sapere da dove siamo nati ma anche per capire come immaginare e sognare il futuro.


BIOGRAFIA

Elena Lamberti è attiva da oltre vent’anni nello spettacolo dal vivo, con un percorso che unisce competenze in comunicazione, ufficio stampa, project management e curatela artistica. Ha collaborato con festival e istituzioni tra i più rilevanti del panorama nazionale – tra cui Hystrio Festival, Bassano Opera Festival,  Triennale di Milano, Estate Teatrale Veronese, Kilowatt Festival, Periferico/Amigdala a Modena – oltre che con Sotterraneo e Santasangre.
Nel 2010 è stata tra le fondatrici di C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea, nato a seguito del convegno “Vietato parlare dell’aurora”, ideato e progettato insieme a Luca Ricci a Sansepolcro nel 2009. Dal 2010 al 2015 ha ricoperto il ruolo di coordinatrice nazionale del Coordinamento, di cui cura l’ufficio stampa, ricevendo il Premio Ubu 2017 e il Premio Rete Critica 2021.
Il suo lavoro si concentra sulla promozione e sulla visibilità, ma soprattutto sulla costruzione di reti e relazioni, favorendo il dialogo tra artisti, operatori, istituzioni e pubblico. Da cinque anni è docente di comunicazione al master in management dello spettacolo dal vivo all’università di Verona. Tra le sue ultime uscite, il volume “La distribuzione degli spettacoli dal vivo. Un percorso di curatela” (Titivillus, 2024).

STEFANIA MARRONE

MOTIVAZIONE
Sono Stefania Marrone, presidente della compagnia Bottega degli Apocrifi, che da Bologna nel 2004 ha scelto di trasferire la sua casa artistica a Manfredonia, in provincia di Foggia, con l’obiettivo politico di coltivare il deserto.  Una scelta in direzione ostinata e contraria che credo costituisca il mio cordone ombelicale con C.Re.S.Co., che ho incontrato nel 2016 grazie a Francesca d’Ippolito, da cui ho imparato che i deserti possono fiorire.
Da novembre 2019 a dicembre 2022 ho avuto l’onore di essere la vicepresidente del Coordinamento, che oggi con un lavoro indicibile è diventata una Rete; sono stati anni che il Covid ha contribuito a rendere impegnativi, rafforzando la convinzione che il nostro ruolo dovesse essere quello di cercare risposte collettive a questioni collettive.  
Guido dalla sua nascita nel 2016 il Tavolo Fondi strutturali che si è trasformato poi in Tavolo Sostenibilità e che oggi sta perseguendo una mappatura del sostenibile nell’intricato mondo del teatro. Torno a candidarmi al Direttivo, di cui ho fatto parte dal 2018 al 2022 perché continuo a credere che C.Re.S.Co. rappresenti il faro in un Sistema teatrale italiano che ha vissuto replicando sé stesso fino a indebolirsi al punto di poter essere spazzato via, una direzione a cui tendere perché il nostro mestiere sia costantemente in contatto con la realtà, perché sia sostenibile – economicamente, eticamente e umanamente – , perché continui a essere pungolo artistico capace di richiamare costantemente la politica alle sue responsabilità. Ovvero perché il teatro sia teatro. Per questo credo valga la pena e sarei felice di mettermi di nuovo a servizio: per continuare a tenere alto il livello del confronto, dello scontro quando necessario, purché sia sostenuto nel suo incedere dalla qualità che solo l’approfondimento e lo studio possono garantire, come C.Re.S.Co. ci ricorda quotidianamente. 


BIOGRAFIA
Operatrice teatrale con le declinazioni di drammaturga, direttrice organizzativa, formatrice e project manager.
Laureata in Filosofia all’Università di Bologna, si forma ai linguaggi del teatro presso il CIMES con maestri come Guccini, Martinelli, Curino, Vacis e Baliani.
Nel 2000 fonda con Cosimo Severo e Fabio Trimigno la compagnia Bottega degli Apocrifi, trasferita nel 2004 a Manfredonia con l’obiettivo di costruire un presidio culturale nel territorio. È legale rappresentante della compagnia dal 2017, per cui firma la maggior parte delle drammaturgie originali e coordina il progetto di produzione di comunità, che coinvolge cittadini e artisti. Come direttrice organizzativa, cura le aree di produzione, formazione, programmazione e residenze artistiche, oltre alla progettazione e ai rapporti istituzionali. È referente del Partenariato speciale pubblico-privato per la gestione del Teatro comunale “Lucio Dalla” di Manfredonia. È parte attiva in diverse reti nazionali: Assitej Italia, Puglia Creativa (co-coordinatrice del settore performing arts), TRAC, Università di Foggia e Bari.
Coordina il Tavolo Sostenibilità di C.Re.S.Co., di cui è stata vicepresidente dal 2019 al 2022 e oggi componente della consulta. Dal 2023 è membro del CDA di smart.it in rappresentanza di C.Re.S.Co.

SILVIA MERCURIATI

MOTIVAZIONE
Sono promotrice di C.Re.S.Co. fin dai primi anni e partecipo attivamente al Tavolo Etico, uno spazio che sento profondamente in sintonia con il mio modo di intendere il lavoro culturale e la responsabilità collettiva. Ho già fatto parte del Direttivo in passato e oggi, a distanza di anni, presento nuovamente la mia candidatura con il desiderio di offrire un contributo più partecipe e presente. La mia storia in C.Re.S.Co. nasce proprio dal bisogno di generare un cambiamento condiviso, duraturo e radicato nel fare quotidiano. Credo nella forza del confronto, del dialogo e della condivisione come strumenti fondamentali per affrontare le sfide del nostro settore e costruire insieme percorsi di crescita, sani, sostenibili e plurali.

BIOGRAFIA
Attrice, regista, formatrice teatrale e direttrice artistica, attiva dal 2003 con Progetto Zoran APS, con cui realizzo spettacoli, laboratori e progetti culturali sul territorio. Ho maturato un’ampia esperienza nella didattica teatrale per bambini, ragazzi e adulti, e nella conduzione di percorsi a carattere sociale e inclusivo, anche in collaborazione con realtà educative, culturali e sanitarie. Sono referente del tavolo etico di C.Re.S.Co. dal 2011 e faccio parte del Direttivo dell’Unione Culturale Franco Antonicelli (referente tavolo teatro) e del Direttivo di CARPE Torino. Mi occupo inoltre di direzione artistica e progettazione culturale, con particolare attenzione alla valorizzazione del territorio e al dialogo tra comunità, arti e istituzioni.

GIOVANNA MILANO

MOTIVAZIONE
Mi sono avvicinata al mondo dello spettacolo dal vivo diversi anni fa, iniziando il mio percorso accanto a Giorgio Rossi e Raffaella Giordano. Il mio percorso si è snodato attraverso la danza, il teatro, la musica e il circo, costruendo in me uno sguardo  multidisciplinare, sul piano poetico e politico. Credo profondamente in un approccio sistemico, capace di valorizzare la voce di ciascuno all’interno di una visione più ampia, che tenga insieme prospettive diverse e costruisca ponti fra le parti.
Da quasi tre anni coordino il Tavolo Circo di C.Re.S.Co., un’esperienza intensa e formativa. In questo tempo abbiamo contribuito a definire e comunicare cosa sia il circo contemporaneo, attivando reti e interlocuzioni a livello nazionale e consolidando il riconoscimento di questo linguaggio all’interno del panorama delle arti performative.
Mi candido con il desiderio di mettere a disposizione questo percorso, le competenze acquisite, con spirito di ascolto e collaborazione, per contribuire in modo attivo e responsabile alla crescita collettiva del settore. Mi candido perché credo nella forza dei processi collettivi, nella costruzione di visioni condivise e nella necessità di uno sguardo plurale per affrontare le sfide del presente nel mondo dello spettacolo dal vivo.
Grazie a C.Re.S.Co negli ultimi anni ho riscoperto un forte senso di responsabilità nei confronti del nostro settore, e sento il bisogno di dare il mio contributo in uno spazio dove le idee si possano confrontare, approfondire, trasformare. 

BIOGRAFIA
Laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Torino, intraprende il suo percorso professionale nell’ambito delle arti performative collaborando con l’associazione Sosta Palmizi, sotto la direzione dei coreografi Raffaella Giordano e Giorgio Rossi. È cofondatrice del Collettivo 320Chili, con cui ottiene il prestigioso Premio Equilibrio, per la nuova danza diretto da Sidi Larbi Cherkaoui.
Dal 2013 è responsabile dello sviluppo culturale di FLIC Scuola di Circo, dove cura la Stagione di Spettacoli Caleidoscopio e il programma di residenze artistiche Surreale, contribuendo in maniera significativa alla diffusione del circo contemporaneo in Italia. La sua attività si estende anche al Festival Dinamico di Reggio Emilia, per il quale concepisce e cura Cinematografo, una rassegna che esplora l’incontro tra circo e linguaggi cinematografici.
Tra il 2017 e il 2025 è project manager di Apolide, festival musicale multidisciplinare che ha saputo coniugare per 22 anni natura, musica e arti performative in un’esperienza immersiva . Parallelamente è autrice del progetto Orme, laboratori di danza espressiva pensato per bambini dai 4 ai 7 anni.
Dal 2021 coordina il Tavolo Circo all’interno di C.Re.S.Co. ed è tra le fondatrici della rete Talea Circo. A partire dal 2023 è parte della giuria italiana di Circus Next, programma europeo a sostegno della creazione circense emergente.
Contribuisce inoltre alla riflessione teorica e culturale sul circo contemporaneo come co-curatrice del convegno Cross Over: il circo come espressione artistica plurale e del Festival Oscillante, primo festival europeo interamente dedicato alle discipline ballant. 

ANDREA MOCHI SISMONDI

MOTIVAZIONE
Mi candido perché credo di poter dare un contributo utile all’attività progettuale, alle azioni di rappresentanza, alla tessitura di relazioni e al sempre maggiore ampliamento dell’orizzonte etico e politico di C.Re.S.Co.  Un contributo che si nutre dell’esperienza acquisita in tanti anni di lavoro nella creazione di opere di teatro contemporaneo e di sviluppo di progetti a livello nazionale e internazionale, di gestione di una compagnia di produzione e di rappresentanza all’interno di reti e contesti assembleari.  Il nuovo DM – caratterizzato dalla tendenza all’investimento pubblico sullo spettacolo commerciale piuttosto che su chi sceglie di assumersi il rischio culturale dell’innovazione dei linguaggi e di nuove forme produttive e distributive – insieme all’atteggiamento muscolare e identitario prevalente nelle commissioni consultive e nei referenti politici nazionali (e in alcuni contesti, anche locali) ci consegna la sfida dell’efficacia nella costruzione di un sistema più sano e policentrico capace di accogliere progetti indipendenti, aperti, innovativi e animati da un desiderio trasformativo del presente. Immagino un sistema dello spettacolo dal vivo centrato intorno all’ideazione artistica e alla competenza e visionarietà progettuale in cui i processi di creazione vengono valutati per la loro qualità e innovatività e dove la relazione con i pubblici e i territori possa essere curata in un’ottica di crescita civile collettiva fondata sull’accessibilità, l’interdisciplinarità, la coscienza storica e la giustizia sociale. Credo in un ecosistema dello spettacolo dal vivo capace di opporsi a ogni tipo di discriminazione e che sia capace garantire il protagonismo artistico, culturale e politico di tutte le persone indipendentemente dalla loro origine etnica, dalla loro età, dal loro credo religioso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro identità di genere o dal fatto di essere persone con abilità diverse. Lo spettacolo dal vivo ha la caratteristica straordinaria di far lavorare insieme persone capaci di elaborare altri futuri, alternativi ma possibili, più vicini ai nostri desideri, alle nostre aspirazioni alla nostra legittima ricerca di felicità. La dialettica con i referenti istituzionali e con i (dis)valori che molti Governi stanno imponendo su scala mondiale ci chiede di essere competenti e di saperci organizzare, collaborando tra noi e con altri settori, senza perdere la capacità di reagire con forza davanti ad abusi e ingiustizie. Sono un autore, il mio lavoro si fonda sulla costruzione di nuovi immaginari e nuovi linguaggi, ma i tanti anni di lavoro di relazione con le colleghe e i colleghi e con tutti i livelli istituzionali (Comuni, Regioni, MiC, EU) e la gestione di progetti complessi (PNRR, TOCC, CEPELL, ecc..), anche attraverso reti come Trans Europe Halles, Lo Stato dei Luoghi, il coordinamento tra le residenze artistiche e la stessa C.Re.S.Co., credo mi abbiano fornito un insieme di strumenti che possono rivelarsi utili in un impegno più concreto e attivo nel coordinamento dell’azione collettiva della rete. Per questo – con l’intenzione di contribuire a costruire un mondo teatrale (e non solo) più luminoso e meno asfittico – mi candido al Consiglio direttivo di C.Re.S.Co.

BIOGRAFIA
Sono autore, attore e codirettore artistico con Fiorenza Menni di Ateliersi, collettivo di produzione che crea opere e percorsi nell’ambito delle arti performative e teatrali trasfigurando i dati del reale attraverso la loro ricomposizione poetica e musicale. Da sempre intreccio l’attività in teatro con la ricerca sui linguaggi del contemporaneo nello spazio pubblico. Un’attività che mi ha portato anche ad avere la responsabilità degli eventi live del Forum della Pubblica Amministrazione di Roma e a pubblicare per diverse case editrici e riviste generaliste e di settore.
Dalla ricerca nella comunità di Šuto Orizari nella Macedonia del Nord nasce il mio primo libro Confini Diamanti. Viaggio ai margini d’Europa, ospiti dei rom (Ombre Corte), mentre l’ultimo – Il segno di Ustica. L’eccezionale percorso artistico nato dalla battaglia per la verità (Cue Press) – parte dal nostro spettacolo De Facto per confrontarsi sulla dimensione politica dell’arte e sul suo rapporto con la storia con cinquanta altrə artistə e studiosə che si sono posteə in relazione con la strage. Nell’ultimo anno ho condotto il progetto “Letture al Cosmo” vincitore del bando Ad alta voce del Centro per il libro e la lettura, ho portato a termine l’efficientamento del teatro dopo la vittoria del bando PNRR e ho debuttato con il progetto teatrale We did it! posizionatosi al primo posto nella graduatoria dello spettacolo dal vivo del bando Tocc Eco e attualmente in tour.
Oltre che l’ideazione e la drammaturgia degli spettacoli di Ateliersi, curo il programma di ospitalità e residenze artistiche dell’Atelier Sì – atelier di produzione e sperimentazione e spazio pubblico che ospita artistə e presenta opere in centro a Bologna – elaboro progetti culturali interdisciplinari e conduco percorsi formativi sia per artistə che per studentə e cittadinə.




GIUSEPPE PROVINZANO

MOTIVAZIONE
Negli ultimi tre anni ho avuto l’opportunità di contribuire da membro del Direttivo, insieme a magnifichə colleghə, a un percorso che ha reso CRESCO sempre più un luogo necessario di confronto, di rappresentanza e di azione politica per le arti performative in Italia. È stato un triennio complesso, attraversato da trasformazioni profonde e da sfide che hanno messo alla prova la nostra tenuta come settore: la pandemia e i suoi strascichi, i nuovi assetti delle politiche culturali, il bisogno urgente di ridisegnare strumenti, pratiche e linguaggi. In questo contesto CRESCO ha saputo non solo resistere, ma rilanciare, diventando sempre di più una voce riconosciuta e ascoltata tra gli operatori del settore. Sebbene ci sia stata una frenata nel confronto nelle sedi istituzionali opportune. E questo è avvenuto ahinoi non per mancanza di merito ma per non aver voluto piegare la nostra natura alle nuove visioni (?) del governo in carica. 

Oggi mi ricandido al Direttivo di Cresco perché credo che la continuità sia un valore politico. Un coordinamento come il nostro ha bisogno di tempo e di radici per incidere, e sento la responsabilità di non disperdere il lavoro fatto ma di trasformarlo in nuova energia. Portare avanti un percorso significa dare stabilità, consolidare relazioni istituzionali e al tempo stesso rimanere disponibili ad aprirne di nuove, con coraggio e lucidità. Nel rispetto ovviamente dei termini del nostro statuto. 

Mi ricandido anche per dare la voce di un artista. CRESCO è una rete variegata, fatta di teatri, compagnie, festival, centri di produzione, tanti operatori e meno artisti. È fondamentale che, dentro il Direttivo, ci sia chi porta la prospettiva diretta di chi il palcoscenico lo abita, di chi ogni giorno affronta precarietà, complessità, ma anche la gioia e la responsabilità del creare. Credo che la mia presenza abbia contribuito a mantenere saldo questo punto di vista e voglio continuare a farlo, affinché le nostre azioni non perdano mai il contatto con la concretezza della vita artistica.

Infine, mi candido per dare una voce dal Sud e alle Isole! La mia esperienza si sviluppa e radica in Sicilia, in un territorio che troppo spesso viene raccontato solo come periferico o marginale, ma che invece è luogo di una straordinaria vitalità creativa. È cruciale che CRESCO continui a rappresentare davvero tutto il Paese, superando squilibri e centralismi che rischiano di impoverire la nostra visione comune. Portare il Sud e le Isole e in generale i territori periferici nel cuore delle nostre discussioni e delle nostre strategie significa affermare che l’Italia è una, e che ogni parte ha diritto di cittadinanza piena. Con questa candidatura mi impegno a lavorare perché CRESCO resti un laboratorio politico capace di unire, dare forza e produrre pensiero. Un luogo in cui le differenze non si annullano ma si sommano, in cui il confronto diventa azione e in cui le arti performative possano trovare la rappresentanza che meritano. Credo che la nostra responsabilità sia enorme: non solo verso le nostre comunità professionali, ma verso la società tutta, perché l’arte contemporanea non è un lusso ma una necessità per leggere, immaginare e trasformare il presente.

Per questo rinnovo la mia candidatura: con la stessa passione, con la stessa convinzione e con la volontà di continuare a dare, insieme a voi, voce e corpo a questo progetto comune che si chiama CRESCO.

BIOGRAFIA
Giuseppe Provinzano sono attore, regista, dramaturg e curatore, attivo da oltre vent’anni nel panorama del teatro contemporaneo. Fondamentalmente ogni volta che non mi è piaciuto molto dipendere e seguire le direttive di altrə … ho studiato e lavorato duro per imparare quel nuovo mestiere.  Insomma ho un problema “con il potere”, diciamo così! Quindi da attore … regista e dramaturg, da regista/dramaturg … fondo una compagnia che sia mia, e poi uno spazio di cui sono direttore e poi un festival di cui sono curatore!  Il motivo è sempre quello: voglia di “crescere” e non aver tarpato le ali! Finirà che divento Ministro? Ho fondato nel 2011 Babel, compagnia multidisciplinare che opera a e da Palermo e dal 2018 la ns casa è lo Spazio Franco, residenza artistica ai cantieri culturali alla Zisa dove, proprio in questi giorni, si svolge il Mercurio Festival, festival multidisciplinare di cui sono curatore. Che detta così sembra un’esagerazione ma conti alla mano … anzi conto corrente, si fa tutto questo per tirare in piedi uno stipendio e camparci na famiglia! Come molti di noi! La mia ricerca attraversa linguaggi diversi – teatro, musica, danza  arti visive – con particolare attenzione al dialogo tra pratiche artistiche e impegno politico e di comunità. “il teatro è sempre un atto politico” cit. Vivo e lavoro a e da Palermo appunto, dove, dopo aver girato in lungo e in largo Italia ed europa in cerca di un posto migliore … ho pensato di tornare e di farmelo io a casa mia! Sempre per quella tendenza di cui sopra:  ci sono riuscito? Non lo so … lascio gli altri valutarlo, io continuo a portare avanti un impegno costante per dare visibilità e forza alla scena contemporanea nel Sud Italia.

DARIO REA

MOTIVAZIONE
Mi chiamo Dario, ho 31 anni e vengo da Napoli. Quasi dieci anni fa mi sono diplomato alla Scuola del Teatro di Napoli come attore e a 24 anni ho fondato una compagnia, Putéca Celidònia, della quale sono Presidente e Direttore Generale da più di un anno. Con Putéca piano piano ho iniziato a definire il mio percorso, ibrido tra la parte artistica, sociale, progettuale, produttiva e organizzativa iniziando a tracciare una linea che ad oggi continua a diramarsi in molteplici strade e che spesso mi lascia perso, in balia dell’esigenza del definirsi.Credo che ciò che C.Re.S.Co tenta di fare sia muoversi con un sentimento condiviso, aperto, uno sguardo lungimirante, poetico e politico, nel tentativo di custodire – e di tutelare – quella scintilla che ci spinge ad amare, e talvolta odiare, il nostro mestiere. 
Quella stessa scintilla che ritrovo nei bambini e nei ragazzi del Rione Sanità che hanno scelto il teatro e non il calcetto. Nei ragazzi di Nisida che decidono di non tornare a casa con il loro permesso e di restare a provare. Negli anziani dei piccoli borghi che ci hanno raccontato le loro storie con gli occhi lucidi. Nei giovanissimi che non hanno timore di fare quel “salto nel vuoto” che ci porta nel qui e ora, nel che senso ha se solo tu ti salvi, in quella relazione vitale, nello sguardo dell’altro  che cerca di dare senso a ciò che barbaramente muore ogni giorno omologandosi, affinché non restino soltanto piccole orme sulla sabbia. Questo per me è ciò che C.Re.S.Co prova a fare e vorrei contribuire aggiungendomi al lavoro che con fatica e dedizione è stato fatto negli anni.

BIOGRAFIA
Ciao, sono Dario Rea. Sono nato a Napoli il 17 giugno 1994 e mi occupo di teatro, lavorando come attore, organizzatore, formatore e operatore culturale. Ho iniziato a formarmi nel 2012 al Laboratorio Asylum Anteatro ai Vergini e nel 2018 mi sono diplomato alla Scuola del Teatro Nazionale di Napoli fondata da Luca De Filippo. Negli anni ho proseguito la mia formazione prendendo parte a numerosi workshop e laboratori con artiste e artisti della scena nazionale e internazionale, oltre a frequentare il corso di perfezionamento del Teatro di Roma. Parallelamente al lavoro teatrale, ho avuto esperienze in televisione e al cinema, tra cui il film Due Soldati di Marco Tullio Giordana, presentato al Festival di Locarno, oltre a diversi cortometraggi e videoclip musicali. Nel 2023 sono stato selezionato come artista italiano per Revolution Project, un percorso di residenze artistiche internazionali tra Tunisia, Cile e Italia e collaboro con enti del Terzo Settore impegnati nella progettazione culturale ed europea, mettendo in relazione arte e processi di sviluppo sociale. Sono tra i fondatori della compagnia Putéca Celidònia, di cui sono Presidente e Direttore Generale. Con la compagnia gestiamo due beni confiscati alla camorra nel Rione Sanità di Napoli, trasformati in spazi culturali vivi e aperti alla comunità. Qui promuoviamo laboratori gratuiti di teatro, scenografia e costume per bambini, adolescenti e abitanti del quartiere, con l’obiettivo di usare il linguaggio teatrale come strumento di inclusione, riqualificazione e crescita collettiva. Il lavoro della compagnia è stato riconosciuto con diversi premi, tra cui Hystrio Iceberg 2024, Gennaro Vitiello 2023, ANCT 2020, Neiwiller di ARTEC Campania 2020 e Giovani Realtà del Teatro 2019. Dal 2022 siamo sostenuti dal Ministero della Cultura per la promozione del teatro come strumento di coesione e inclusione sociale. In sintesi, il mio percorso unisce la dimensione artistica a quella gestionale: mi trovo spesso da entrambe le parti dei processi culturali e cerco costantemente di costruire ponti e connessioni affinché si crei un dialogo capace di generare legami e nuove prospettive. 

FRANCESCA VITALE

CARLOTTA VITALE

MOTIVAZIONE
Mi candido per un secondo triennio nel direttivo di   C.Re.S.Co., in cui ho co-coordinato il Tavolo Internazionale, con l’obiettivo di aprire dialoghi e importare, stimoli, visioni e buone pratiche. In un momento segnato da radicalismi, frammentarietà e impoverimento, credo sia fondamentale rafforzare il ruolo politico e culturale della rete. La mia visione lavorativa è fondata sul life long learning e sul give back: apprendere continuamente per restituire, in modo attivo e responsabile, al sistema umano e lavorativo che rappresentiamo. Intendo continuare a contribuire con ascolto, visione e impegno, per un ecosistema teatrale più equo, aperto e sostenibile, nella convinzione che solo uno sguardo ampio, dialogante e plurale possa generare risposte nuove alle sfide sistemiche che stiamo affrontando. Rinnovo la mia disponibilità a contribuire con ascolto, rigore e spirito costruttivo, affinché C.Re.S.Co. continui a essere uno spazio vivo, critico e generativo per il nostro settore.

BIOGRAFIA
Sono co-fondatrice e direttrice artistica di Gommalacca Teatro, compagnia di produzione con sede a Potenza, in Basilicata, impegnata nella creazione di progetti teatrali, interdisciplinari e di innovazione culturale radicati nei territori. Con la compagnia porto avanti un lavoro continuativo dedicato all’infanzia e alla gioventù, alla formazione e alla partecipazione, e alla rigenerazione sociale e culturale in contesti complessi, tra cui anche il carcere minorile. Negli ultimi tre anni, all’interno del direttivo di C.Re.S.Co., ho co-coordinato il Tavolo Internazionale, promuovendo il dialogo tra promotori e realtà interessate ai processi di trasformazione e contribuendo all’elaborazione di proposte strategiche come Frame the Gap, dedicate all’internazionalizzazione della scena contemporanea. Credo nel teatro come spazio attivo e corale di cambiamento, capace di generare connessioni tra comunità, linguaggi e Paesi. Il mio lavoro si muove costantemente tra prossimità e visione nazionale e internazionale, con l’obiettivo di rafforzare i legami tra chi opera professionalmente nel campo delle arti performative e costruire nuove alleanze nel segno della cooperazione.