C.Re.S.Co. presenta l’analisi del sostegno pubblico allo spettacolo dal vivo

C.Re.S.Co. – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea, ha presentato alla Camera dei Deputati lo studio condotto sul sostegno pubblico allo spettacolo dal vivo a valere sul FNSV per il triennio 2025-2027.

L’indagine, basata su dati ufficiali del Ministero della Cultura, restituisce un quadro di sostanziale immobilismo del sistema, dove a un incremento del numero di contributi assegnati (202 in più rispetto al 2024) non corrisponde un analogo aumento delle risorse, con un disallineamento strutturale tra contributi erogati e risorse disponibili.

“Il sistema appare più una fotografia del passato che un progetto per il futuro – ha dichiarato Francesca D’Ippolito, presidente di C.Re.S.Co. –. In assenza di una visione condivisa, il rischio è l’impoverimento culturale di intere aree del Paese e la marginalizzazione di chi fa innovazione e ricerca.Parliamo di una fotografia, quella presentata, che racconta un sistema bloccato. L’analisi mette in evidenza un aumento dei contributi senza un reale incremento delle risorse, un congelamento diffuso dei finanziamenti e un divario territoriale che resta profondo”. 

Mentre i numeri sembrano muoversi, il sistema resta fermo: oltre la metà dei contributi replica quelli dell’anno precedente, e quasi l’85% delle assegnazioni deriva da correttivi che di fatto ne alterano la regola generale di calcolo. In questo quadro, il Nord continua a concentrare quasi la metà delle risorse nazionali, mentre Sud e Isole restano penalizzati, con differenze che si cronicizzano.

“Se non si agisce sui criteri strutturali e sul rapporto tra produzione e programmazione, il Sud e le Isole continueranno a essere penalizzati –  ha osservato Napoleone Zavatto, vicepresidente di C.Re.S.Co. – il riequilibrio non è una questione di numeri, ma di giustizia culturale e di accesso”.

Nel confronto sul futuro Codice dello Spettacolo, C.Re.S.Co. chiede che il dibattito non si limiti a “normalizzare” l’esistente ma apra a un processo realmente partecipato di revisione dei criteri e delle funzioni del sistema, capace di sostenere la ricerca artistica, il ricambio generazionale e un effettivo riequilibrio territoriale. “La tenuta democratica di un Paese passa anche dalla possibilità di produrre e condividere pensiero critico attraverso le arti della scena – ha concluso Davide D’Antonio, vicepresidente di C.Re.S.Co. –. Senza una politica culturale coraggiosa, lo spettacolo dal vivo rischia di perdere la sua funzione civile”.

La conferenza si è conclusa con un appello all’intero comparto dello spettacolo dal vivo – istituzioni, operatori e operatrici, artisti e artiste, enti e reti territoriali – a riconoscersi in un fronte comune di analisi e proposte, capace di superare frammentazioni e interessi di parte. “La nostra attenzione agli aspetti tecnici del sistema è, in ultima analisi, uno strumento in più per difendere e tutelare la possibilità che lo spettacolo dal vivo possa esercitare al meglio il proprio ruolo: essere un presidio costante di spazi democratici e di confronto, necessari oggi più mai” sottolinea in chiusura Francesca D’Ippolito. 

Il dossier completo è disponibile al link: https://progettocresco.it/wp-content/uploads/2025/10/Dossier-Analisi-del-contributo-pubblico.pdf